Esperimento eliofisico della NASA per studiare il sole nella missione europea

  The Joint EUV coronal Diagnostic Investigation (JEDI) will fly aboard the European Space Agency’s Vigil space weather mission and capture new views that will help researchers connect features on the Sun’s surface to those in the Sun’s outer atmosphere, the corona. Credits:  NASA La NASA ha annunciato martedì di aver selezionato un nuovo strumento per studiare il Sole e il modo in cui crea massicce eruzioni solari. La Joint EUV Coronal Diagnostic Investigation, o JEDI, dell'agenzia catturerà immagini del Sole alla luce ultravioletta estrema, un tipo di luce invisibile ai nostri occhi ma che rivela molti dei meccanismi alla base dell'attività solare. Una volta integrati a bordo della missione meteorologica spaziale Vigil dell'ESA (Agenzia spaziale europea), i due telescopi JEDI si concentreranno sullo strato intermedio della corona solare, una regione dell'atmosfera solare che svolge un ruolo chiave nella creazione del vento solare e delle eruzioni solari che causare

Lavoro, Tiso-Arbia (Iniziativa Comune): “Donne fondamentali per crescita economica. Ma Italia indietro”



“L’aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro è un ingrediente essenziale per garantire la crescita economica. Uno dei più grandi freni alla crescita economica del Belpaese è la mancata partecipazione delle donne al lavoro. Basta pensare che dipendono principalmente dal reddito delle donne, nell’ambito della coppia, sono meno del 10% del totale; questa differenza espone le donne a un maggior rischio di dover lasciare la propria carriera per prendersi cura della famiglia.
Da una ricostruzione recente, all’inizio degli anni 50 solo il 33% delle donne statunitensi lavorano. Venti anni dopo erano il 43% e nel 2000 erano il 60%. In Europa il tasso di partecipazione femminile al lavoro è al 53% in Francia, il 56% in Germania, il 64% in Norvegia. L’Italia è ferma al 41%. L’Istat ha recentemente pubblicato nel suo rapporto annuale dati che dimostrano l’importanza del reddito delle donne nel bilancio familiare. L’Italia è il paese europeo in cui il reddito dell’uomo, all’interno della famiglia, è più rilevante. Il motivo del divario è chiaro: le donne in media, guadagnano meno degli uomini sia perché sono discriminate in forma diretta sia perché tendono ad essere collocate in mansioni e settori che pagano meno. L’arrivo di un figlio peggiora la condizione reddituale delle donne perché saranno quelle che lasceranno il lavoro per prendersi cura dei figli. Le donne devono essere un fattore fondamentale della produzione: rappresentano metà della forza lavoro potenziale sul Pianeta. Più persone lavorano significa, più produzione e dunque più Pil. Secondo le ricerca fatta dall’European Institute for Gender Equality, un più rapido aumento dell’occupazione femminile farebbe crescere il Pil pro-capite europeo di 3 punti percentuali in più rispetto allo scenario attuale entro il 2050. Di conseguenza, le donne che restano a lavoro dovranno circondarsi di persone diverse per provvedere alla cura dei bambini e della casa, creando altro lavoro. Riteniamo indispensabile aumentare il finanziamento di questi servizi, ad esempio incrementando le risorse stanziate dal PNRR per gli asili nido e strutture simili”. Così, in una nota stampa, il gruppo Iniziativa Comune, con una rinnovata veste in acronimo EUROMÒ — Uomini liberi per l’Italia e l’Europa condotta dal gruppo di Cooperazione e Proposte guidato da Carmela Tiso e dal portavoce Attilio Arbia.

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